a film by Giovanni Benini



Negli anni Settanta, confinata in un ospedale sul mare a causa di una patologia della colonna vertebrale, Anna osserva gli altri bambini giocare sulla spiaggia. Da quella distanza mette radici un senso di invisibilità che finirà per plasmare la sua identità e il suo desiderio.

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Negli anni Settanta, Anna trascorre una settimana al mese immobilizzata in un busto di gesso nel reparto ortopedico dell’ospedale Marino, affacciato sul mare di Cagliari. Dalla finestra osserva gli altri bambini giocare liberamente sulla spiaggia. Anna ha una scoliosi congenita idiopatica: le sue vertebre sono compresse, fuse insieme. Il mondo attorno a lei, la famiglia, la cultura patriarcale, tende a nascondere quello che viene percepito come un «corpo mostruoso». Crescendo, Anna studia, si emancipa, lascia la Sardegna e si trasferisce a Padova. Eppure una forma di invisibilità continua a seguirla, nella vita affettiva e nel desiderio. Sarà solo più tardi che Anna troverà una propria forma di espressione scegliendo di esporre il proprio corpo allo sguardo, trasformandolo in luogo di affermazione e riconoscimento. From a Vertebral Collapse Mountains Arose è un film costruito attorno agli scritti di Anna. Attraverso materiali d’archivio e immagini girate su pellicola, il film tenta di restituire visibilità a ciò che è stato a lungo tenuto fuori campo.

In the 1970s, confined in a seaside hospital for a spinal condition, Anna watches other children playing on the beach. From that distance, a sense of invisibility takes root, shaping her identity and desire.

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In the 1970s, Anna spends one week each month immobilized in a plaster cast in the orthopedic ward of the Marino Hospital, overlooking the sea of Cagliari, Sardinia. From the window, she watches other children playing freely on the beach. Anna has congenital idiopathic scoliosis: her vertebrae are compressed and fused together. The world around her – her family, a patriarchal culture – tends to conceal what is perceived as a «monstrous body». As she grows up, Anna studies, gains independence, and leaves Sardinia. Yet a form of invisibility continues to follow her, in her emotional life and in her desire. It is only later that Anna finds her own way of expressing herself, choosing to bring her body into view and turning it into a space of affirmation and recognition. From a Vertebral Collapse Mountains Arose is a film built around Anna’s writings. Through archival materials and images shot on film, it attempts to restore visibility to what has long been kept out of frame.


Con: Anna Maria Pes
Regia e fotografia: Giovanni Benini
Scritti originali: Anna Maria Pes
Adattamento dei testi: Giovanni Benini
Montaggio: Pierpaolo Filomeno, Giovanni Benini
Suono di presa diretta e musica: Tobia Poltronieri
Animazioni: Nicholas Bertini
Sound Design: Giulia Vismara
Ricerca archivi: Luca Mantovani
Missaggio: Pierre Dozin (Sonic Shelter)
Color grading: Benjamin Grinand
Produzione: Ezme Film
Produttori: Giovanni Benini, Zyanya Castilla, Anna Maria Pes
Produttrice esecutiva: Francesca Riccardi
Text design e grafiche: Lorenzo Ballarini
Illustrazioni: Giulia Vetri
Festival e vendite: Ezme Film

With: Anna Maria Pes
Direction and cinematography: Giovanni Benini
Original writings: Anna Maria Pes
Text adaptation: Giovanni Benini
Editing: Pierpaolo Filomeno, Giovanni Benini
Voice recording and music: Tobia Poltronieri
Animation: Nicholas Bertini
Sound design: Giulia Vismara
Archive producer: Luca Mantovani
Sound mix: Pierre Dozin (Sonic Shelter)
Color grading: Benjamin Grinand
Production: Ezme Film
Producers: Giovanni Benini, Zyanya Castilla, Anna Maria Pes
Executive producer: Francesca Riccardi
Text design and graphics: Lorenzo Ballarini
Poster illustration: Giulia Vetri
Sales & Festival Distribution: Ezme Film


Titolo originale: From a Vertebral Collapse Mountains Arose
Titolo internazionale: From a Vertebral Collapse Mountains Arose
Formato di ripresa: 16mm, found footage
Formato di proiezione: DCP, Apple ProRes HQ
Rapporto immagine: 1:1:78
Colore/bn: colore
Lingua: Italiano/Italian
Durata: 11’22”
Anno: 2026
Paesi di produzione: Italia, Belgio

Original title: From a Vertebral Collapse Mountains Arose
International title: From a Vertebral Collapse Mountains Arose
Shooting format: 16mm, found footage
Screening format: DCP, Apple ProRes HQ
Aspect ratio: 1:1:78
Color/bw: color
Language: Italian
Runtime: 11’20”
Year: 2026
Production country(ies): Italy, Belgium


IDFA | Competition for Short Documentary. Netherlands (2026)



Anna è un’amica di famiglia. Il nostro rapporto si è fatto più stretto dopo la realizzazione del mio primo lungometraggio, Marana, un viaggio nel mondo dell’autismo, dove i desideri della giovinezza sono registrati nel loro semplice divenire.

Anna, che è psicologa, ha mostrato una profonda curiosità nei confronti del film. Da questa curiosità è nato un dialogo che, poco a poco, si è spostato verso la sua storia e verso il rapporto tra il corpo e la vita emotiva: il modo in cui la forma del corpo e il contesto sociale in cui è inserito finiscono per plasmare l’identità.

Qualche anno dopo, Anna mi ha affidato una serie di brevi scritti. Inizialmente scritti in terza persona, ripercorrono i momenti in cui ha preso coscienza del suo corpo non conforme e della difficoltà di essere riconosciuta dal desiderio maschile.

«Vedo molte coppie (eterosessuali) in cui l’uomo ha una disabilità e la donna no; non mi è mai capitato di incontrare il contrario», mi ha detto.

Questi scritti — il nucleo del film — restituiscono uno sguardo infantile, in cui un piccolo gesto diventa il segno di un destino intero. I materiali d’archivio contribuiscono a ricostruire il clima culturale in cui Anna è cresciuta: un mondo patriarcale fatto di norme e gerarchie, in cui visibilità e riconoscimento erano riservati a chi rientrava nei modelli di «normalità».

Negli ultimi anni, la curiosità di Anna l’ha portata sempre più verso il teatro. Ha collaborato a diverse produzioni di Chiara Bersani, artista e performer, una delle voci più autorevoli in Italia ed Europa per quanto riguarda la rivendicazione politica e artistica della comunità disabile.

Oggi, prossima ai settant’anni, con un corpo che comprime sempre più il suo respiro, Anna incontra la teoria crip: una prospettiva nata dall’intersezione tra pensiero queer e disabilità, che mette in discussione il binarismo abile/disabile e i modelli culturali ed estetici attraverso cui vengono rappresentati i corpi non conformi. È in questo momento che debutta in scena alla Triennale di Milano con Michel – The Animals I Am, spettacolo di Chiara Bersani.

Con questo film cerco di costruire un contro-archivio, in cui i frammenti del passato entrano in dialogo con gli scritti di Anna e con le immagini del suo presente, girate su pellicola.

La materialità della pellicola diventa così parte della narrazione: una materia viva, capace di conservare tracce, imperfezioni e resistenze. Attraverso questo intreccio, il film cerca di portare alla luce la trama invisibile di esistenze non conformi, a lungo escluse dalle rappresentazioni dominanti.

From a Vertebral Collapse Mountains Arose è un titolo tratto dall’opera Sottobosco di Chiara Bersani e racchiude il radicale cambio di prospettiva che il film propone: il mondo in cui viviamo non nasce dalla perfezione, ma «dalle catastrofi, dalle macerie, dai corpi spezzati».

Anna is a family friend. Our relationship grew closer after the making of my first feature film, Marana, which portrays the desires of a community of young people on the autism spectrum.
Anna, who worked professionally as a psychologist, showed a deep curiosity for the film. From there, a dialogue began that gradually shifted toward her own story, and toward the ways in which the body can shape emotional life, and how form itself molds identity.
A few years later, Anna entrusted me with a series of short writings. Initially written in the third person, they retrace the moments in which she became aware of her “non-conformity” and of the difficulty of being recognized within male desire.
«I see many (heterosexual) couples where the man has a disability, and the woman does not; I have never encountered the opposite», she told me.
These writings — the core of the film — adopt a childlike perspective, where a small gesture seems to anticipate an entire destiny. Archival materials contribute to reconstructing the cultural atmosphere in which Anna grew up: a patriarchal world structured by norms and hierarchies, where visibility and recognition were granted only to those who conformed.
In recent years, Anna’s curiosity has led her increasingly toward the theatre. She has collaborated in several productions by Chiara Bersani, an Italian performer whose work centers on the concept of the political body and on disability communities.
Now approaching seventy, with a body that increasingly compresses her breath, Anna encounters crip theory — a perspective born at the intersection of queer thought and disability, questioning what we consider “normal” bodies and desires — and makes her stage debut at the Triennale di Milano in Michel – The Animals I Am, a performance by Chiara Bersani.
In this film I seek to construct a counter-archive, where fragments of the past enter into dialogue with Anna’s writings and with images of her in the present, shot on film.
The materiality of film becomes part of the narrative itself: a living body that carries traces, imperfections, and resistance. Through this interplay, I aim to bring to light the invisible fabric of non-conforming existences, long excluded from dominant representations.
From a Vertebral Collapse Mountains Arose is a title borrowed from Chiara Bersani’s work Sottobosco, and it encapsulates the radical shift in perspective the film proposes: the world we live in does not emerge from perfection, but «from catastrophes, from debris, from broken bodies».



Backstage photos by Laura Farneti (–>)